Sono appena tornata dall’ospedale dove ho ritirato le mie analisi: sono incinta. Non ci posso ancora credere, sono al settimo cielo e quando l’ho detto al mio compagno per poco non sveniva. Entrambi avremmo sempre voluto avere un bambino, poco ci è sempre importato del sesso, abbiamo sempre voluto avere un piccolo da crescere in salute, forte e felice.

Ora ci si sono aperte un sacco di porte davanti, dobbiamo preparare tutto per la nascita, per lui, per la sua stanzetta. Per prima cosa voglio andare a vedere qualche vestitino, lo prenderò unisex, intanto, così quando nascerà non ci sarà il rischio di averne preso uno da femminuccia per un maschietto e viceversa.

Poi dobbiamo andare a scegliere il fasciatoio, lo voglio con vaschetta inclusa perché vidi una mia amica fare il bagnetto al suo nipotino e me ne sono innamorata.
Inoltre voglio acquistare anche una borsa fasciatoio da usare quando sono fuori casa nel momento del bisogno.

Dobbiamo anche iniziare a pensare ai nomi, sia maschili che femminili. Se fosse una bambina vorrei chiamarla Anita, il nome di mia nonna che purtroppo non c’è più; se fosse un maschietto a me piacerebbe Diego o Flavio, due nomi che mi danno una splendida sensazione e che so potrebbero essere ideali per il mio piccolino.

Devo ancora dirlo ai miei genitori, sicuramente rimarranno sconvolti del fatto che presto diventeranno nonni. Pensavo di fargli un biglietto con scritto lo avete chiesto tanto, eccovi accontentati, con, magari, un disegno carino che dica bambino in arrivo.

È incredibile riflettere su quanto la vita possa cambiare in maniera così repentina da un istante all’altro. Ed è bellissimo sapere che è cambiata in meglio.

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